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Dolori mestruali

I dolori da ciclo interessano la maggior parte delle donne ma in misura diversa, pertanto la sintomatologia associata al ciclo mestruale ha assunto, in campo medico, un nome ben preciso: la dismenorrea, ovvero il termine medico con il quale si indicano i disturbi associati al ciclo mestruale. Naturalmente la scelta di questa parola non è a caso, bensì essa proviene dal greco e significa flusso mensile difficoltoso, di qui l'associazione al flusso mestruale nata in campo medico. Come anticipato la dismenorrea varia da donna a donna presentando un quadro della sintomatologia che spazia dai crampi addominali, alle fitte, ai dolori alla schiena e così via. Quando i sintomi e quindi i dolori vanno oltre una determinata soglia della normalità e magari si presentano accompagnati da un flusso fin troppo abbondante, è bene indagare sulle possibili cause dei dolori mestruali. La dismenorrea può causare forti disagi, forti dolori mestruali che possono arrivare al punto di non permettere il normale svolgimento delle attività quotidiane. Non sono rari i casi in cui alcune donne hanno dovuto chiedere giorni di malattia al lavoro, altri in cui hanno dovuto rinunciare ai propri hobby o all'attività sportiva precedentemente programmata, in quanto invalidate dalla sindrome premestruale o da un ciclo in atto fin troppo doloroso.

Dismenorrea primaria e secondaria

La dismenorrea è un sintomo molto frequente: le statistiche rivelano un'incidenza dell' 80% sulla popolazione femminile, con un aggravamento per il 10-15% di essa. È bene però fare una distinzione tra la primaria, o idiopatica, e la secondaria nettamente più grave. La dismenorrea idiopatica vede il dolore comparire all'inizio del flusso mestruale per la durata (che può sempre variare in base al soggetto interessato) di 8-72 ore. Di solito le fasce d'età più colpite sono quelle giovanili, oppure le fumatrici o anche donne che non hanno mai partorito (si è, infatti, osservata una riduzione della sintomatologia a seguito di un parto). A quanto pare, la dilatazione dell'utero causata da una gravidanza andrebbe a distruggere dei recettori uterini del dolore, ovvero delle terminazioni nervose, risultando in un netto calo del dolore durante la fase mestruale. Quando il dolore diviene anomalo e i sintomi eccessivi tanto da risultare invalidanti per una donna potrebbe trattarsi della dismenorrea secondaria. La dismenorrea secondaria può presentarsi principalmente in età più avanzata e si manifesta per tutto il periodo del ciclo mestruale.

Quali sono le cause della dismenorrea


Non è stata individuata una causa specifica per la dismenorrea primaria, piuttosto una serie di fattori che insieme contribuiscono ai classici dolori mestruali. Tuttavia, diverse ricerche condotte in questo campo hanno portato alla formulazione di varie teorie che indicherebbero la potenziale causa in un'elevata produzione corporea di prostaglandine, un acido che stimola la muscolatura dell'area pelvica aumentando l'intensità delle contrazioni uterine.
Per quanto riguarda la dismenorrea secondaria, quest'ultima è causata da patologie dell'apparato genitale e compare anche tra i 30 e i 40 anni, magari proprio in donne che in precedenza non ne avevano sofferto. In tal caso le cause sono state individuate e sono legate a veri e propri disturbi dell'apparato riproduttivo femminile, quali: l'endometriosi (presenza dell'endometrio all'esterno dell'utero); adenomiosi (che causa un utero ingrossato); fibromi uterini (formazioni benigne sulla muscolatura uterina); infezioni o restringimento della cervice dell'utero.

Consigli e rimedi naturali per i dolori da ciclo

In caso di dolori forti e difficilmente sopportabili possono essere talvolta utili dei rimedi naturali o talvolta autoindotti. L'ansia e lo stress causate condizione mestruale vanno allontanate, dato che possono ancor di più alimentare la sintomatologia. A questo proposito, potrebbe aiutare praticare sport e attività fisica all'aperto, o magari yoga o pilates, ma anche sperimentare varie tecniche di respirazione per alleviare il senso di irritabilità e stress. Se il dolore addominale risulta molto forte, occorre agire direttamente sulla zona interessata: meglio servirsi del calore, posizionando utilizzando una borsa d'acqua calda oppure immergendosi in un bagno caldo per alleviare i crampi e rilassare la muscolatura, ed anche assumere bevande calde, dalle tisane ai brodi vegetali, contribuisce ad alleviare il malessere. Anche l'alimentazione può ricoprire un ruolo importante: è consigliabile innanzitutto limitare l'assunzione di alcolici e di caffeina, oltre a controllare l'eventuale fame nervosa generata dal periodo, occorre prediligere una dieta ben bilanciata nel corso della giornata, preferendo alimenti integrali o anche ricchi di fibre, di omega-3 (come salmone e pesce azzurro) o ricchi di ferro e vitamina C.
La natura, inoltre, offre una serie di risorse utili. Possono essere utilizzate alcune piante aventi proprietà antispasmodiche che rilassano la muscolatura dell'utero, ed altre aventi proprietà di riequilibrio ormonale, magari utilizzate in infusione per creare una tisana: oltre alla camomilla adatta al rilassamento della muscolatura liscia dell'utero, anche l'achillea viene comunemente utilizzata grazie alla sue proprietà astringenti e di riequilibrio, e può diminuire il flusso sanguigno durante il picco mestruale.

Cura

Ovviamente, non esiste una vera e propria cura per i dolori mestruali, ma solo farmaci in grado di mascherare il dolore, come tutti gli antinfiammatori non steroidei, dall'ibuprofene al paracetamolo. Tuttavia, nel caso di dismenorree particolarmente gravi o acute è possibile intraprendere una terapia ormonale che riduce l'ovulazione e la contrattilità dell'utero. Discorso differente se si parla di dismenorree secondarie causate da fibromi: in quel caso potrebbe essere necessario intervenire chirurgicamente asportando il tessuto anomalo oppure, talvolta, nel caso di tumori maligni, potrebbe essere necessario ricorrere all'isterectomia, ossia alla rimozione completa dell'utero.

(Si consiglia di chiedere sempre un parere medico prima di assumere qualsiasi terapia FARMACOLOGICA. Quanto riportato in questa pagina non sostituisce il parere del proprio medico).

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